Home

Le Space est a Nous: Street Art al Maam

Un trompe-l’œil nelle viscere del Metropoliz, un’operazione che va ben oltre la street art.

Un anamorfismo che si nasconde tra la fuliggine del tempo, i panni stesi e i giochi di bambini già cresciuti. Un lavoro che appropriandosi di un mezzo stilistico antico lancia un messaggio di speranza e di appropriazione che si rivela solamente abbassando lo sguardo e scegliendo la sola e unica prospettiva: quella degli occupanti, dei migranti, degli ultimi. Messaggio che si nasconde, infatti, nelle chiuse più intime di questo luogo di vita ed arte, dove la quotidianità delle genti si dirime in un modo talmente ordinario da non sembrare reale.

Un luogo che parla di nuovi mondi, di uomini che trasportano sacchi e donne che lavorano il rame, di famiglie numerose racchiuse intorno a disadorne cucine di fortuna e pentole dagli odori lontani. Ricorda una sbiadita foto dell’Italia degli anni ’50, ma è il qui ed ora degli Altri che si nascondono nelle nostre città, lontani dai nostri pregiudizi, dalla retorica annichilente del non confronto. Ecco quindi che parafrasando un classico della cinematografia mondiale come La Haine di Kassovitz, l’opera declina un proclama universale, un grido disperato in un luogo buio e desolante: Lo Spazio è Nostro. Il mezzo graffito nel suo impeto di violenza sposta quindi lo sguardo dalla magnitudo dell’Ego, al confronto con la realtà che lo genera: un lavoro site specific per un pubblico site specific. Il Metropoliz è quindi un’esortazione, quella di spingersi oltre le meraviglie del piano terra e scoprire lo spazio nascosto con occhi nuovi, giocare con le proprie certezze cadendo in un profondo abisso di relativismo, dove ciò che sembra non è e tutto crolla al confronto con questa realtà.

Ph: Gentile concessione di Valerio Polici

Dove: Space Metropoliz

Con chi: Maam

 

 

Web Design
Fabio Folgori